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Gino Fasoli Gino Fasoli
Il “pioniere” dell’azienda agricola Fasoli è stato il nonno Amadio nel 1925: avviò la viticoltura e la vinificazione delle proprie uve come condizione irrinunciabile per ottenere un vino di qualità. Vino che in quegli anni andava a vendere alle migliori osterie delle città (Verona, Vicenza, Padova) trasportandolo in piccole botti sopra un carro trainato da cavalli. Gino e Gigi hanno sviluppato l'esperienza del nonno facendo apprezzare i propri vini in altre regioni d'Italia e all'estero. La formazione da lui ricevuta, affiancandolo nel lavoro (Amadio-Franco nel '66 e Natalino nel '71), è stata per loro la radice e anche il filo conduttore dell’attuale attività. Nel 1980 sono state introdotte le prime sperimentazioni di coltivazione biologica, che dal 1984 sono state estese a tutti i vigneti, e nel ‘90 è stata riconosciuta la certificazione A.I.A.B. Questo marchio garantisce la piena osservanza delle norme di agricoltura biologica vigenti e la conformità di controlli eseguiti dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica. I vigneti sono situati nella bassa Val d’Illasi, in località San Zeno di Colognola ai Colli e Illasi, zone tradizionalmente ad alta vocazione viticola sia per la natura dei terreni (in parte argillosi e in parte misti di sassi e sabbia) che per il microclima favorevole: la vallata larga e soleggiata è, infatti, protetta a nord dai monti Lessini. Ora sono coltivati 14 ettari di vigneto divisi in sette appezzamenti: Casétta, Cassòla, Creàri, Pessétta, Perantònie, Orgno e Sànde. La natura del terreno varia da un appezzamento all’altro, il che ha imposto la scelta del vitigno più adatto. Nei terreni argillosi sono presenti vigneti di Garganega di 30-40 anni, coltivati con impianto tradizionale, per la produzione di Soave. In quelli sassosi e sabbiosi state impiantate, a partire dal 1978, le varietà Merlot, Chardonnay e Pinot Nero, adottando gli impianti “a pergola corta” e “a cordone speronato” per migliorare l’aerazione, l’esposizione fogliare e quindi la maturazione. Questo ha permesso di ottenere vini più strutturati e quindi più adatti alla fermentazione e all’affinamento nel legno.
La coltivazione, curata e meticolosa, comprende: inerbimento sotto la vigna, concimazioni con letame, potatura equilibrata per garantire bassi rendimenti di produzione, controllo dei parassiti attraverso l’uso di prodotti e di predatori naturali, raccolta manuale effettuata in più passaggi per selezionare le uve nel loro momento più favorevole di maturazione.
La vinificazione, realizzata con l’impiego d’adeguate tecnologie, nel rispetto dei criteri della cultura biologica, prevede: diraspatura, pressatura pneumatica soffice, pulizia del mosto con decantazione naturale mediante il raffreddamento dello stesso, filtrazione con farine fossili, fermentazioni a temperatura controllata e chiarifiche mediante bentonite. Sono così riusciti ad ottenere vini che conservano nel tempo particolari caratteristiche di fragranza, genuinità e soprattutto tipicità.
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