I componenti della famiglia “Turus” avevano da tempi memorabili macellerie sparse in tutto “ l’isontino ” ( la tradizione si perde nei secoli) e oltre alla carne bovina fresca, vi si producevano i salumi e si lavorava il maiale.
Mutati i tempi Simone Turus, nato nel 1970, decide di trasformare la macelleria di suo padre Ilario ( che già utilizzava maiali allevati nella propria azienda agricola per confezionare i salumi) nell’ ” Azienda Agricola Simone Turus” come è conosciuta oggi.
Simone alleva, per scelta, pochi maiali (razza locale friulana), portandoli a 250 chili. Produce direttamente in campagna il mais e l’orzo necessari all’alimentazione dei maiali che poi diventano i salumi della tradizione “ Turus” esempio della scuola “isontina”.
Fa tutto da solo, non segue i modelli proposti dalla società attuale. Resiste alle lusinghe dell’economia sostenendo che, le persone come lui, devono tenere duro altrimenti, per chi verrà dopo, non resteranno tracce del modo antico di preparare ottimi salumi.
Nella preparazione delle sue leccornie norcine Simone utilizza i meravigliosi vini prodotti in zona che è una fra le più vocate d’Italia (Collio, Isonzo DOC), soprattutto per quelli bianchi.
Non bisogna però dimenticare le spezie, ma attenzione, oggi come in passato Simone usa solo quelle arrivate in Europa prima dell’apertura del Canale di Suez.
Quali spezie utilizza vi chiederete.
Questo è un segreto che si tramanda di padre in figlio, che Simone conosce e che ormai fa parte del suo patrimonio genetico.
Lunga vita a Simone: un “ Artigiano ” che si è guadagna ogni giorno, sul campo, il sopranome di “ divin insaccatore “. |