L’azienda agricola RADIKON è situata sull’altura di Oslavia (frazione del Comune di Gorizia) lungo il variegato costone che dal ponte dell’Isonzo sale verso San Floriano, nel cuore del Collio, si compone di circa dieci ettari di vigneti ubicati in prossimità della sede aziendale e posti su declivi a forte pendenza, tanto faticosi da lavorare quanto generosi in qualità. Il terreno dal punto di vista geologico corrisponde ai requisiti ottimali per una viticoltura di eccellenza. Dal 1980 l’azienda è condotta da Stanislao (Stanko) Radikon, assistito dalla moglie Suzana e dal figlio Saša, laureato in Viticoltura ed Enologia. Oslavia è stata martoriata nel corso della Grande Guerra, trovandosi a ridosso della prima linea, dalle immani battaglie lungo l’Isonzo per la presa di Gorizia; tutt’ora accade che dalle escavazioni dei vigneti emergano residuati bellici di ogni genere.Nell’immediato dopoguerra, Franz Mikulus provvide alla sistemazioni, soprattutto con i vitigni di Ribolla, l’antica tipica varietà del Collio. Nel 1948 Edoardo Radikon sposa Sofia, figlia di Franz Mikulus e da lì inizia un nuovo ciclo aziendale che vede la progressiva introduzione di altri vitigni pregiati quali il Tocai friulano, il Pinot Grigio ed il Merlot. La filosofia aziendale è sempre stata quella di fare un vino naturale e cioè quel prodotto ottenuto con il minor grado di intervento possibile della mano dell’uomo, nel massimo rispetto del territorio e dell’ambiente. L’impianto del vigneto è estremamente fitto (da 6.500 a 10.000 viti ettaro a ceppo basso). Non vengono usati concimi chimici e per i trattamenti sulle viti, ridotti al minimo indispensabile, si utilizzano esclusivamente prodotti con garanzia d’assoluta innocuità per la salute del consumatore. Le uve sono raccolte in stato di completa maturazione dopo congruo diradamento onde ottenere una produzione inferiore ai 50 q.li ettaro. La diraspatura è la prima operazione che si fa non appena arriva l’uva in cantina; si procede quindi alla macerazione sulle bucce che si protrae circa 30 giorni e più, con sperimentazioni fino a 6/7 mesi sui vini bianchi; mentre sui rossi oltre i 35 giorni con quattro follature al giorno. La spremitura avviene in maniera soffice. Tutte le fasi della lavorazione avvengono esclusivamente in recipienti di legno (rovere di Slavonia), prima in tini poi in botti grandi, dove il vino matura per circa tre anni prima di essere messo in bottiglia. Durante questo periodo all'occorrenza vengono fatti dei travasi sempre senza aggiunta di solforosa. La metodica di vinificazione è cambiata notevolmente per il bianco poiché la macerazione avviene sulle bucce per una trentina di giorni. Conseguentemente il vino si presenta con un colore molto carico; a volte può risultare un po’velato, anche perché non viene nè chiarificato nè filtrato. Non si tratta di una rivoluzione tecnologica, ma di una riscoperta di vecchie metodologie praticate nel Collio ed in Friuli fino agli anni ’30.Il vantaggio è quello di ottenere un vino intenso, complesso e potente sia al profumo che al gusto, e che sappia di uva; può accompagnare svariate pietanze dagli antipasti alla carne. E’ particolarmente adatto ad un lungo invecchiamento in bottiglia. Per gustarne al meglio la fragranza si consiglia di servire e bere questi vini alla temperatura di 15° per i bianche e 18° per i rossi e di non conservarli in frigorifero. L’estrema cura del prodotto e il conseguente livello qualitativo dei vini hanno consentito all’azienda Radikon di affermarsi solidamente nei mercati più ambiti e in clientele selezionate sia in Italia che all’estero. Ciò ovviamente non fa cessare la continua ricerca di ottenere un prodotto ancora migliore. Naturalmente la ricerca va presa a 360° dalla campagna alla cantina per produrre un vino senza compromessi. Che dire ? Grazie Stanko!!! |