Bravi Bravi Bravi.
Veramente una serata piacevole ed una conoscenza, quella con Carlo e Michela, da approfondire.
In mezzo ad una rigogliosa campagna un podere, il Palazzotto Ardi, curato, ordinato ed accogliente; una serata dal venticello tiepido e con qualche nuvola sulle prealpi. Ci hanno ricevuto sotto la barchessa della loro casa di campagna, ristrutturata sapientemente, offrendoci piatti e prodotti intrisi della loro passione e del loro bisogno interiore di vivere ed interpretare il territorio. Lo spirito informale dell’osteria, con quel pizzico di raffinatezza: moderni tavoli bianchi da degustazione con sedie rustiche, piatti e bicchieri di altri tempi hanno fatto da giusto corollario alla serata.
Carlo ha descritto l’azienda, le scelte ed i percorsi che, sin dalla nascita dell’azienda agricola, lui e Michela hanno intrapreso. L’attenzione dei presenti al racconto di Carlo è stata totale ma, vista l’ora ed i profumi, - e l’appetito conseguente -, questa è scemata immediatamente all’arrivo della prima portata, una mousse di burro di malga con alici e fiori di sambuco marinati nel garganega con crostini di pane fatto al forno. Carlo ci ha avvisato : andateci cauti con il pane, quanto abbiamo preparato per voi merita l’ assaggio completo. Mai raccomandazione fu così poco ascoltata: dopo alcuni minuti il pane era sparito e tutti, ma proprio tutti, hanno chiesto di averne ancora, prontamente esauditi.
Tra una portata e l’altra, Carlo, ha continuato il suo racconto, le descrizioni dei prodotti e le preparazioni di cucina, sollecitando il dialogo con i partecipanti. Carlo forse si aspettava dai “ Serenissimi ” qualcosa di diverso: non conoscendoci si attendeva maggiori domande, forse più interazione immediata da parte nostra. A nostro avviso ha un pò scambiato la nostra voglia di gustare quanto ci veniva raccontato e presentato nei piatti con una scarsa attenzione o curiosità, od addirittura voracità. Stavamo godendo ma non se ne è accorto, troppo impegnato nel ruolo di “ grande maestro ” più adatto alle scolaresche in visita alla fattoria biologica che ad “serenissimo” incontro. Fantastici i prodotti biologici del loro orto naturalmente freschissimi ( colti da due ore ), piselli ed asparagi, sia crudi che cotti, assolutamente indimenticabili, un fegato d’oca con fichi e spezie armonioso e di raro equilibrio organolettico.
L’impegno in campagna ed in cucina di Carlo e Michela va sottolineato e giustamente apprezzato. Poco importa se in vigna ed in cantina hanno, sempre a nostro avviso, ancora poca esperienza: se la faranno; o se non hanno ancora identificato l’olio “giusto” per accompagnare le delizie che coltivano, preparano e servono con molta cura ( l’olio toscano proposto non ha nulla a che vedere con nostro territorio, i nostri prodotti e la nostra cultura; la ricerca sul territorio di un olio più consono alla loro tavola è un’attività indispensabile ).
Non ci dilungheremo nel descrivere i capolavori che Carlo e Michela hanno preparato per noi, perché di capolavori si trattava. La magìa della cucina di Michela va vissuta e goduta sul posto. Per farlo serve prendersi il tempo giusto, godendo della loro squisita ospitalità e della simpatica e diretta comunicativa di Michela, meno avvezza di Carlo all’intrattenimento, ma spontanea ed entusiasmante.
A fine serata, a nome di tutti i partecipanti, abbiamo consegnato a Carlo e Michela il logo della nostra Associazione a sottolineare l’apprezzamento per l’impegno e la passione che esprimono con il loro lavoro.
Il lungo applauso dei presenti ha chiuso questo splendido incontro, incontro che intendiamo ripetere “affrontando” un menù invernale.